Imma Battaglia si racconta

"La mia battaglia d'amore" Imma Battaglia

Articolo di Lavinia Capogna 

È appena stata pubblicata “La mia battaglia d’amore”, la biografia di Imma Battaglia scritta in collaborazione con la giornalista Roberta Savona, dalla prestigiosa casa editrice Castelvecchi.

Un libro di 250 pagine che non solo racconta una vita – o meglio i primi 60 anni di una vita – e già questo la renderebbe interessante ma che ha anche un valore letterario e storico sociale.

Imma Battaglia ha un’ampia biografia come attivista e dirigente del movimento LGBT+, ha rilasciato numerose interviste, ha partecipato a varie trasmissioni televisive, ha un profilo fb con un altissimo numero di amici e contatti e si potrebbe pensare che questo volume possa essere la solita operazione editoriale di biografie di persone famose redatte per essere vendute. 

Nulla di più sbagliato. 

Questo libro ha un valore umano, uno stile letterario accurato e coinvolgente che lo rende uno dei migliori tra quelli pubblicati quest’anno. (Lo dico del tutto disinteressatamente perché non conosco Imma).

Il libro, proprio per i suoi meriti letterari non solo può interessare le persone omosessuali o anche gli storici perché racconta un’epoca ma anche chiunque ami leggere qualcosa di bello.

Inizia a Portici, una cittadina sul mare, a soli sette chilometri da Napoli e parla di una famiglia borghese negli anni ’60 del boom economico. Il padre è un uomo discreto, silenzioso, sempre elegante che lavora a Napoli, la madre una sarta rifinita che aveva anche lavorato nel prestigioso atelier delle Sorelle Fontana. Una madre di quattro figli: Imma, le sue sorelle e un fratello con cui ella sembra avere una complicità speciale.

Una famiglia onesta, di idee politiche moderate, vicina alle tradizioni dell’epoca e che desidera un futuro migliore per i figli: non sarà delusa. Imma sarà un’eccellente studentessa, laureata in matematica e insieme campionessa di pallacanestro anche nella nazionale italiana.

Una ragazza altruista, piena di vitalità, forse con una vaga malinconia tutta partenopea di sottofondo che desidera scoprire chi è e il mondo che la circonda.

La scambiano spesso per un ragazzino perché è molto alta e sportiva.
Addirittura un professore arriva a bullizzarla.

In Inghilterra, in visita da una zia che aveva sposato dopo la guerra un militare alleato, conosce una cugina di cui sente dire che ha una “compagna” e che è “gay”.

Cose inaudite allora non solo a Napoli ma in tutta Italia.

Imma racconta la sua storia e così facendo, pur nelle differenze e nelle specificità del vissuto di ognuno, inquadra il percorso di molte/i.

Racconta i primi amori con due ragazzi che, pur differentemente, saranno violenti con lei e il primo con una ragazza invece assai dolce. 

Una lettera privata di una ragazza aperta da una sorella farà scoppiare un putiferio in famiglia rivelando il suo orientamento: Imma minacciata e picchiata scapperà a Trieste con la sua compagna dove verrà assunta in una ditta di informatica.

Un altro mondo da Portici tra vento, bora e castelli austriaci invece che sole e cielo azzurro.

L’omofobia ha molti volti e sono tutti oscuri perché per persone retrograde ed incolte una lesbica o queer o un gay o i trans vengono catalogati (ed insultati) come “diversi”, “malati” nonostante la scienza lo abbia definitivamente smentito nel 1990.

In realtà tutti gli esseri umani sono uguali e l’orientamento sentimentale e sessuale di qualcuno non dovrebbe minimamente riguardare gli altri a meno che non comporti danni o reati, cosa che molto raramente comprende le/gli omosessuali.

L’omofobia è solo odio mascherato da idee religiose quando nei Vangeli non c’è nulla contro l’omosessualità e causata oltre che da complessi di tipo psicologico da un pensiero rigido, oppressivo e di estrema destra che vorrebbe ordinare agli altri come vivere mentre ogni essere umano ha diritto di scegliere liberamente la propria esistenza.

Negli anni ’80 Imma giunge a Roma, la città che ai non romani appare immensa, con la sua bellezza millenaria, il suo traffico impossibile, le sue opportunità. 

Qui incomincia il suo impegno sociale, un impegno che non nasce da esperienze politiche precedenti o teoriche ma da un amore quasi istintivo, connaturato direi, verso la giustizia, contro le discriminazioni.

Incomincia nell’ala più estremista del movimento femminista che tuttavia è troppo rigida per lei che ha una mentalità aperta al dialogo.

Sono gli anni in cui quasi nessuno, eccetto nei circoli, si dichiarava gay. Sono anche gli anni dell’Aids che, erratamente, veniva stigmatizzata come “malattia gay” dai mass media anche se ciò non è vero scientificamente.

Imma e Roberta, collaboratrice nella stesura, dedicano uno struggente ricordo ad una donna, un’amica gravemente ammalata, che venne emarginata persino dalle ex compagne di lotta.

Anni in cui dopo il primo appoggio dei radicali arrivò quello del PCI di Berlinguer al movimento, in cui vi erano accese discussioni politiche, diverse opinioni, confronti, introspezioni, dubbi, domande ma anche momenti più leggeri di svago e convivialità nei primi locali capitolini.

Sono gli anni in cui il movimento LGBT+ acquistò più visibilità.

Imma viene nominata la presidente del circolo Mario Mieli, poi dell’associazione Digayproject e narra il turbinio di impegni politici, in cui emerge come fondamentale Vladimir Luxuria, il tutto in uno stile letterario scorrevole, mai troppo tecnico o solo per gli addetti ai lavori.

Tuttavia il libro non vuole solo mostrare lati positivi o edulcorati, non cela relazioni in cui forse sarebbe stato meglio, rispettosamente parlando, non rimanere invischiata: donne possessive, prepotenti e, un paio, equivoche.

Sinceramente è una parte osée che si sarebbe potuta smussare ma, presumibilmente, nasce dal desiderio di Imma di essere completamente sincera.

Finché qualcosa cambia: nel 2010 un’attrice bionda, bella, sincera, per certi versi vulnerabile, si innamora di lei. 

È etero.

È il momento di un grande amore che sarà definitivo, maturo, confortante, di un’unione civile, di un impegno: lei si chiama Eva Grimaldi.

Associazione di promozione sociale
di Roma che si occupa di cultura e
diritti LGBTQI+

Contatti e Privacy

Follow Us


Warning: Undefined array key "sfsi_plus_copylinkIcon_order" in /home/modos950/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-plus/libs/sfsi_widget.php on line 285

Warning: Undefined array key "sfsi_plus_mastodonIcon_order" in /home/modos950/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-plus/libs/sfsi_widget.php on line 287

Warning: Undefined array key "sfsi_plus_riaIcon_order" in /home/modos950/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-plus/libs/sfsi_widget.php on line 288

Warning: Undefined array key "sfsi_plus_inhaIcon_order" in /home/modos950/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-plus/libs/sfsi_widget.php on line 289

Warning: Undefined array key "sfsi_plus_inha_display" in /home/modos950/public_html/wp-content/plugins/ultimate-social-media-plus/libs/sfsi_widget.php on line 360